Metamorfosi Campane

Set 16, 2026

Metamorfosi Campane

Set 16, 2026

Metamorfosi Campane: quando i musei diventano palcoscenici

Teatro, mito e storia nei luoghi della cultura

Dal 4 settembre al 17 ottobre 2026 sette appuntamenti tra Napoli e Caserta trasformano musei e siti archeologici in spazi vivi di teatro, performance e memoria

La Campania diventa un grande palcoscenico diffuso con “METAMORFOSI CAMPANE – Teatro, mito e storia nei musei della Campania”, la rassegna promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania che, dal 4 settembre al 17 ottobre 2026, porta lo spettacolo dal vivo all’interno di sei musei e siti archeologici delle province di Napoli e Caserta.

L'idea alla base del progetto è semplice quanto suggestiva: non utilizzare il museo come semplice contenitore dello spettacolo, ma trasformarlo in parte integrante della narrazione teatrale. Le sale, i reperti, i monumenti e gli spazi archeologici diventano così elementi attivi della rappresentazione, capaci di dialogare con la drammaturgia contemporanea e di restituire al pubblico nuove possibilità di lettura del patrimonio.

Il progetto, realizzato con il sostegno della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura, mette in relazione arte contemporanea e patrimonio storico, archeologico e architettonico. Mito, memoria, tradizioni popolari e temi del presente si incontrano attraverso il teatro, la performance e altri linguaggi della scena contemporanea.

Metamorfosi Campane: Dal mito di Ulisse alle storie del Regno di Napoli

Ad aprire la rassegna è stato, il 4 settembre al Museo archeologico della Penisola Sorrentina “Georges Vallet” di Piano di Sorrento, Nessuno, scritto e interpretato da Pako Ioffredo. Al centro dello spettacolo c'è la figura di Ulisse e, in particolare, la scelta dell'eroe di presentarsi al Ciclope con il nome di “Nessuno”. Da questo episodio nasce una riflessione sull'identità, sull'invisibilità e sulla necessità di sottrarsi alle logiche contemporanee fondate sulla visibilità e sul successo.

La programmazione prosegue con Progetto Cuccagna, di Gian Maria Cervo, Charis Pechlivanidis e Pablo Girolami, ospitato in tre diversi luoghi: l'Anfiteatro Campano il 5 settembre, il Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca il 12 settembre e il Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi a Napoli il 26 settembre, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio. Teatro, documentario, mito e performance si intrecciano per raccontare le forme dello spettacolo e della manipolazione collettiva, dai giochi gladiatori alle feste popolari della tradizione napoletana.

Il 20 settembre, al Museo storico archeologico di Nola, sarà la volta di Raccontami una tavola, con la regia di Claudio Di Palma. Il cibo e il vino diventano strumenti narrativi per parlare di rapporti umani, desideri e fragilità attraverso testi di Anton Čechov, Charles Lamb, Jack London ed Edgar Allan Poe.

Il 26 settembre, sempre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Museo archeologico nazionale di Calatia ospiterà Favorite e Favoriti, tre drammaturgie al femminile dedicate alle relazioni tra amore, desiderio e potere nella storia del Regno di Napoli. La rassegna si concluderà proprio a Calatia il 17 ottobre, con la prima nazionale di Di Vie e di Amanti, con drammaturgia e regia di Matteo Bertolotti, che mette in relazione la viabilità antica con i temi dell'amore, dell'identità e delle relazioni di genere.

Il patrimonio come organismo vivo

È proprio questa la chiave di lettura di “Metamorfosi Campane”: considerare il patrimonio culturale non come qualcosa di immobile, consegnato definitivamente al passato, ma come un organismo vivo, capace di rinnovarsi attraverso nuovi linguaggi.

Gli spettacoli sono infatti pensati secondo un approccio site-responsive: ciascuna rappresentazione nasce in relazione alle caratteristiche storiche e simboliche del luogo che la ospita. In questo modo il pubblico non assiste soltanto a uno spettacolo teatrale, ma viene invitato a vivere il museo e il sito archeologico attraverso una prospettiva diversa.

La rassegna coinvolge realtà della scena campana e nazionale come Ente Teatro Cronaca, Vesuvioteatro e Teatro Stabile delle Arti Medioevali, insieme ad autori, registi e interpreti chiamati a costruire un rapporto diretto tra produzione contemporanea e patrimonio culturale.

Un viaggio attraverso la Campania

Da Piano di Sorrento a Nola, da Sessa Aurunca a Calatia, passando per l'Anfiteatro Campano e il Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi, “Metamorfosi Campane” costruisce dunque una sorta di itinerario teatrale attraverso la memoria della Campania.

È un viaggio nel quale il passato non viene semplicemente rievocato, ma interrogato attraverso le domande del presente: chi siamo? Come costruiamo la nostra identità? Quale rapporto abbiamo con il desiderio, il potere, il successo, la memoria e le relazioni?

In questa prospettiva, il teatro diventa uno strumento per riattivare i luoghi della cultura e avvicinare nuovi pubblici al patrimonio. Non più soltanto luoghi da visitare, dunque, ma luoghi da abitare, ascoltare e interpretare.

Gli spettacoli sono compresi nel biglietto d'ingresso ai musei; per alcuni appuntamenti è prevista o consigliata la prenotazione. Il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sui canali della Direzione regionale Musei nazionali Campania.

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