I festeggiamenti per la Madonna dell’Arco

Mar 16, 2026

I festeggiamenti per la Madonna dell’Arco

Mar 16, 2026

I festeggiamenti per la Madonna dell’Arco: le varie celebrazioni per una delle figure più importanti del cattolicesimo per la zona di Napoli

I 15 Grandi Lunedì

In preparazione al Grande Pellegrinaggio del lunedì dopo Pasqua, giorno che commemora il primo miracolo che rivelò la gloria della Madonna dell’Arco in questa terra, si tengono quindici Grandi Lunedì in onore della Madonna dell’Arco. Silenziose celebrazioni eucaristiche si svolgono sia al mattino alle 10:00 che al pomeriggio alle 18:30. Vescovi e sacerdoti sono invitati a presiedere queste celebrazioni e a pronunciare omelie per i numerosi fedeli che si radunano nel Santuario. Al termine della celebrazione eucaristica, viene recitata una Supplica alla Madonna dell’Arco. Un potente coro, all’unisono, recita questa antica preghiera, invocando la protezione di Maria, un momento in cui ogni presente chiede anche una grazia speciale custodita nel segreto del proprio cuore. Al termine della supplica, in tutto il Santuario viene cantata la Salve Regina, accompagnata dall’agitazione di fazzoletti bianchi in segno di saluto alla Madonna. Ogni lunedì, questo raduno di fedeli, che si riunisce per venerare la Madonna dell’Arco, vive un’esperienza di crescente emozione e devozione, soprattutto durante la Salve Regina, quando la salutano agitando i fazzoletti bianchi.

Sebbene la tradizione di onorare la Madonna ogni lunedì sia antichissima, risalente a poco dopo il primo miracolo e consolidatasi dopo il secondo, l’attuale osservanza dei quindici Lunedì Maggiori in preparazione al pellegrinaggio del Lunedì Santo è stata istituita nel 1957 e promossa in modo significativo da Padre Stefano Farano. Fu lui che, nel 1968, diede inizio a questa devozione popolare alla Madonna dell’Arco stampando il primo libretto contenente la supplica e i canti, affinché i pellegrini potessero arricchire questo solenne momento in onore della Madonna dell’Arco.

Lunedì Santo: Rito della Bambagia

Da sempre i fedeli sentono il bisogno di avere un piccolo pezzo della Madonna per averla vicino come protezione o per regalarla a un parente malato, specialmente se non può venire al Santuario.

All’inizio, quando l’affresco era ancora fuori dalla cappellina, la gente era solita staccare pezzi di intonaco dal muro e portarli a casa. Proprio per questo motivo, prima ancora di costruire la prima Cappella, fu messo un vetro per proteggere l’immagine.

Già nel primo scritto sulla storia del Santuario, fatto da fra Arcangelo Domenici, si parla dell’usanza di usare la bambagia “passata sulla sua guancia della Madonna per tenerla pulita, che portandola addosso, o bruciandola in un posto giusto, o ingoiandola con un po’ d’acqua benedetta, è potentissima contro stregonerie, incantesimi e fatture”.

Col tempo, i padri hanno cercato di soddisfare questo desiderio dei devoti, offrendo loro un pezzo di bambagia che viene messo sulla guancia sinistra della Madonna, quella da cui sgorgò il sangue e dove si vede ancora il segno lasciato da un gesto sconsiderato.

Fino agli anni ’90, questo rito si teneva il Sabato Santo, dopo la Veglia Pasquale. Ma dato che non era molto appropriato con la Liturgia del Triduo Pasquale, è stato spostato al Lunedì Santo, chiamato l’Ultimo Grande Lunedì.

La sera della Domenica delle Palme, una volta chiuso il Santuario, frati e suore vanno in processione all’Altare della Madonna e recitano la preghiera del Domenici. Poi, mentre si canta la Salve Regina, i custodi tolgono il vetro che protegge l’immagine e quello che sorregge le corone, le dodici stelle e lo Spirito Santo.

Il Lunedì Santo, alla fine della Supplica alla Madonna, il Rettore si avvicina all’immagine della Madonna e appoggia la bambagia sulla sua guancia, mentre i fedeli lodano Maria con i loro canti. Subito dopo, il rettore li saluta e, a nome di tutti, dà un bacio sulla guancia della Madonna segnata.

Lunedì in Albis

Ricordo che dal lontano Lunedì in Albis del 1450, quando il volto della Madonna fu colpito da una palla di legno e ne scaturì sangue, la Pasquetta a Sant’Anastasia è sempre stata segnata da un grande pellegrinaggio di fedeli in onore della loro Mamma dell’Arco.

Già dalle 3 del mattino, e per più di 24 ore di fila, tantissimi fedeli camminano lungo la navata centrale del Santuario, dalla porta principale fino al tempietto dove si trova l’affresco della Madonna.

Ogni anno è un’esperienza sempre emozionante. Famiglie intere, gruppi di amici o anche solo singole persone, che conosciamo come “Battenti” o “Fujenti”, fanno questo cammino per mostrare il loro affetto alla loro cara Mamma. Indossano la loro divisa tradizionale, che risale circa al 1500 (come si vede dai dipinti votivi di quel periodo): sono vestiti di bianco, con una cintura rossa in vita e una striscia azzurra a tracolla, e portano i loro stendardi. Con i loro canti, le loro preghiere e le loro espressioni di devozione popolare, rendono viva tutta la giornata.

Negli ultimi tempi si dice che siano circa 400.000 le persone che in quel giorno si riversano al Santuario per fare un omaggio alla Madonna dell’Arco.

25 marzo

Il 25 marzo, giorno in cui si celebra l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, il Santuario commemora il quarto miracolo legato alla sua venerata immagine: l’apparizione delle stelle. Questo evento risale al 25 marzo 1675, quando un frate del Santuario osservò la Madonna, raffigurata nell’immagine, circondata da stelle brillanti. Il frate descrisse la scena dicendo di aver visto “un pio religioso del convento videle sotto la lividura della guancia percossa risplendere un color d’oro sfavillante d’intorno, quasi raggi, luminose e piccole stelle”. Il priore, padre Giuseppe Rosella, diede notizia del prodigio al vescovo monsignor Filippo Cesarini. Quest’ultimo dispose che l’evento miracoloso fosse annunciato al pubblico e ordinò che si tenessero celebrazioni liturgiche di ringraziamento in tutta la Diocesi. Dal 2013, ogni anno, il 25 marzo, dopo la messa solenne serale, in un’atmosfera di profonda devozione, viene rievocato il racconto del miracolo, si recita la Supplica alla Madonna e i fedeli esultanti la lodano sventolando i fazzoletti mentre si canta la Salve Regina.

18 aprile: Memoria Liturgica della Madonna dell’Arco

Nel dicembre del 1903, Papa Pio X, d’accordo con la Sacra Congregazione dei Riti e su richiesta del Vescovo di Nola, monsignor Angelo Renzullo, e del superiore dei domenicani, padre Vincenzo Magri, permise che in tutta la Diocesi di Nola e nella Provincia domenicana si commemorasse la Madonna dell’Arco la Seconda Domenica di Pasqua.

Successivamente, il 20 febbraio 1904, la stessa Congregazione autorizzò il Santuario a tenere una Messa solenne per la Madonna dell’Arco per tutta la settimana della sua festa.

Nel 1942, la festa fu spostata al sabato prima della Seconda Domenica di Pasqua, per decreto della Congregazione.

Dal 1986, la festa della Madonna dell’Arco si tiene il 18 aprile, sia nel Santuario che in tutta la Diocesi di Nola e nelle chiese dove lei è protettrice, sempre per decreto della Congregazione.

Dal 2007, durante la messa solenne, viene donato l’olio per la lampada che illumina costantemente l’immagine della Madonna.

Al termine della messa, l’olio viene offerto per la lampada. Dopo una benedizione e una preghiera solenne, la lampada viene riaccesa. Ogni anno, i padri domenicani si impegnano a pregare per la comunità dei fedeli durante tutto l’anno, e questo impegno diventa anche il tema delle riflessioni del “Buongiorno a Maria” nei mesi di maggio e ottobre.

Pentecoste

Dal Lunedì in Albis fino a Pentecoste, ogni sabato, domenica e lunedì continuano ad arrivare al Santuario nuovi gruppi di Battenti e altri pellegrini.

La vigilia di Pentecoste, ad esempio, i Battenti provenienti dalla provincia di Caserta (Caturano, Macerata Campania, Musicile, Portico e Recale) giungono in pellegrinaggio. Si recano a piedi, in preghiera, un tempo accompagnati da carri splendidamente decorati per la festa e trainati da buoi, oggi sostituiti da trattori ornati con palme e nastri colorati, per consentire agli anziani e ai bambini di compiere il pellegrinaggio senza affaticarsi eccessivamente.

Entrano nel Santuario per rendere omaggio a Maria, accompagnati dal tradizionale canto delle Litanie alla Madonna nel loro caratteristico dialetto. Al termine del pellegrinaggio, sono soliti accamparsi nel giardino del convento e trascorrere la notte in un clima di fratellanza, condividendo tutti insieme il pasto della cena. La mattina, dopo aver partecipato alla S. Messa delle ore 7:00, riprendono a piedi il loro cammino per tornare alle loro abitazioni e festeggiare nelle loro città.

Festa dell’Incoronazione: Seconda Domenica di Settembre

Nel 1873, monsignor Tommaso Michele Passero, vescovo domenicano di Troia e legato alla Madonna dell’Arco, scrisse a papa Pio IX esprimendo il desiderio di incoronare la venerata immagine della Madonna dell’Arco. Il 22 agosto, il papa rispose favorevolmente alla proposta. Monsignor Passero fece realizzare a proprie spese le corone da un orafo romano. In occasione dell’Incoronazione, che si svolse l’8 settembre 1874, il Santuario fu decorato rivestendo le pareti laterali con drappi scarlatti sormontati da veli bianchi e festoni azzurri con bande dorate che scendevano dalle cornici; gli archi delle cappelle laterali furono adornati con sete pregiate a trama di rose; e persino la volta e l’interno della cupola furono abbelliti da drappi, festoni e arazzi. Sull’arco dell’abside fu collocato il monogramma di Maria circondato da numerosi angeli. Anche il tempietto fu arricchito con candelieri in alabastro e argento, mentre l’altare era adornato con tovaglie e drappi preziosi. All’esterno, migliaia di lampadine illuminavano la facciata e le pareti laterali, e il portale fu ornato con drappi e sormontato dalla scritta: “Guarda l’Arco e benedici Colui che l’ha fatto. È stupendo nel suo splendore”.

In occasione del 50° anniversario dell’Incoronazione, nel 1924, furono organizzati solenni festeggiamenti per commemorare l’evento. Le sette domeniche precedenti l’anniversario, si svolsero solenni cerimonie religiose a cui parteciparono numerose parrocchie e associazioni. Il giorno della festa, il Santuario fu decorato con drappi di velluto e di broccato, piante verdi e una grande tela raffigurante la Madonna dell’Arco nella primitiva edicola, pregata dai fedeli e incoronata dagli angeli.

Natale a Madonna dell’Arco

La tradizione di allestire un presepe nel convento di Madonna dell’Arco è molto antica. Nel 1897, i frati decisero di esporre un prezioso presepe all’interno di uno scarabattolo, nei locali adiacenti alla sacrestia. Nel 1945, i frati studenti allestirono un presepe scenografico nella cappella laterale della navata centrale dedicata a san Domenico. Nel 1948, a causa dei lavori che interessarono l’intero Santuario e ne determinarono l’attuale sistemazione, l’artistico presepe fu realizzato nella cappella del Santissimo Rosario. Nel 1958, padre Attilio Cassano creò un presepe artistico che, qualche anno dopo, una volta ampliato e abbellito con ulteriori scene e una maestosa cascata, trovò una degna collocazione presso l’Antico Refettorio del convento. Nel 1965, per la prima volta, il presepe fu collocato nelle antiche cantine del convento. Qui, fu arricchito con scene a grandezza naturale, come l’Annunciazione, la Visita di Maria a Santa Elisabetta, la Presentazione al Tempio di Gesù e alcune scene di pastori in una locanda. Successivamente, furono allestite delle vetrine lungo il corridoio laterale, decorate con presepi donati al santuario da maestri presepisti.

Nel 2001, il Presepe del Santuario ospitò la “Mostra d’Arte Presepiale Contemporanea”, alla quale parteciparono nomi di spicco nel panorama dell’arte presepiale napoletana.

Nel 2004, l’Associazione Carafa di Cercola ha allestito e donato al Santuario una meravigliosa struttura presepiale, che ha arricchito l’originaria scena della natività. Fino a qualche decennio fa, la visita ai presepi si concludeva con un ovile contenente delle pecore vere, grande attrattiva per tutti i bambini che visitavano il presepe.

Dal 2007, nelle vetrine laterali, è stata allestita un’artistica esposizione permanente di presepi, che abbellisce il percorso, e sono state restaurate sia le due grandi scene principali tipiche napoletane sia le scene a grandezza naturale.

Gli artistici presepi del Santuario di Madonna dell’Arco sono visitabili dalla Prima.

1° Sabato del Mese

Ogni 1° sabato del mese, alle ore 16:00, presso l’Altare della Madonna, si tiene il Rito della benedizione dei Bambini e l’Atto di Affidamento alla Madonna dell’Arco.

Non dimenticare di fare un tour delle famose zone archeologiche in provincia di Napoli. Ercolano e Pompei.

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